“25” le opere di Enzo Bersezio

Opening: sabato 9 novembre ore 18.30 e, per la Notte delle Arti Contemporanee, la chiusura è prevista per le 24.00

Marco Cappello Vintage & Design di Via Palazzo di Città 21/b a Torino ha il piacere d’invitarti, in occasione della settimana di Artissima e della Notte delle Arti Contemporanee, alla presentazione di “25” dell’artista e scultore Enzo BersezioLe opere rimarranno esposte dal 9 di novembre al  7 dicembre 2013.

“…nel mondo d’un solo colore

Il suono del vento”.

Basho

“Il suono del vento percorre spazi incommensurabili, evoca frammenti di storie marine, scandisce il cammino di Enzo Bersezio all’insegna di una ricerca che, sin dagli anni dell’Accademia Albertina, si è tradotta in forme, in segni, in documenti del suo continuo rinnovarsi all’interno della scultura.

Il suo discorso è caratterizzato da una definizione estremamente nitida dell’opera, in una sorta di sottile misura espressiva che si riferisce a una interiore verità, a un sogno, a una sequenza di frammenti che diventano gli elementi inconfondibili di un lungo racconto intorno ai viaggi di un’intera esistenza alla scoperta dei territori della regione e della purezza.

Il legno appare come un mezzo determinante per trasmettere sensazioni, emozioni e la magia dei volumi che “occupano” l’atmosfera con la suggestione di una narrazione infinita e infinitamente libera di trasmettere l’avventura dell’uomo contemporaneo.

Scultura, quindi, che va oltre al visibile, per consegnare al tempo una “classicità” che viene da lontano, ma contemporaneamente si colloca nella realtà attuale per rivelare i segreti itinerari dell’artista, sino a raggiungere nuovi approdi, territori inesplorati, silenzi”.

Testo estratto da: “I SEGNI DEL VENTO” di Angelo Mistrangelo

Enzo Bersezio è nato a Lesegno nel 1943. Vive e lavora a Torino. Dopo gli studi liceali, si è diplomato in Scultura, frequentando il corso tenuto dal maestro Sandro Cherchi all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. È stato docente di Discipline Plastiche al Liceo Artistico Statale della città. La sua indagine artistica si è mossa in concomitanza con l’attività del gruppo dell’Arte Povera, procedendo però in autonomia di intenti e privilegiando un’idea di scultura minimalista, da considerare come sintassi espressiva strutturale, incentrata sul linguaggio delle forme archetipiche, come la scrittura o gli oggetti delle culture primitive. Attento e fantasioso manipolatore di materiali naturali, è giunto a concentrare le proprie indagini sul legno, dopo aver elaborato una prime serie di lavori composti da accumulazioni di carta mutata in deposito di scritture, che affiorano come memorie in superficie dalle profondità della materia o da installazioni di materiali aggregati in funzione di liberi richiami a forme arcaiche di comunicazione umana. Dalla fine degli anni Sessanta ha iniziato ad esporre in varie rassegne collettive e personali in Italia e all’estero. La sua prima personale si è tenuta nel 1971 a Bari. Nel 1975 ha partecipato alla X Quadriennale di Roma. Poi sono venute le partecipazioni a mostre che si sono svolte a Torino, Roma, Milano, Bologna, Firenze, Parigi, Copenaghen, Glasgow. Tra le collettive più recenti, sono da ricordare quelle allestite al Padiglione Italia della 54a Biennale di Venezia nella Sala Nervi di Palazzo Esposizioni a Torino, tra dicembre 2011 e gennaio 2012 e alla Biennale Internazionale di Scultura del 2013 nel Parco di Racconigi. Tra le sue ultime personali, si segnalano Nel vento alla Fondazione Peano di Cuneo nel 2009, Sguardi verticali, ad Ascoli Piceno nel 2010, Nootka-50° latitudine nord-ovest. La seconda attenzione, a Torino nel 2011, Foreste bianche ad Alessandria nel 2012, la doppia personale, insieme a Armando Fettolini, alla Galleria MXM Arte Contemporanea & Maria Mancini di Pietrasanta tra agosto e settembre 2013. Bersezio sa attrarre l’occhio dell’osservatore grazie alla forza psicologica delle sue sculture che evocano il mare e la navigazione. Le loro superfici, assemblate con cura, sono caratterizzate da un colore bianco, diafano, che lascia trasparire il tessuto vegetale sottostante e ci evoca una poetica della rarefazione e della purezza formale, che permea ogni suo aggregato di corpi plastici mistilinei, del tutto stabili, ma anche leggeri, aerei e snelli nel loro disporsi nello spazio che li circonda.

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